La lingua di vacca è una pianta perenne che presenta un dimorfismo determinato dal suo habitat. La forma acquatica possiede un lungo rizoma ramificato che regge steli lunghi più di 2 m galleggianti in balia della corrente. Le foglie, picciolate, sono allungate, lanceolate, lisce, di un verde cupo un po’ untuoso; esse galleggiano alla superficie. Da giugno ad agosto, le estremità degli steli hanno infiorescenze diritte, affusolate, che si ergono al di sopra dell’acqua, composte di una quantità di piccoli fiori rosa vivo, vicini gli uni agli altri. I frutti sono acheni. La lingua di vacca si trova nelle acque fangose, stagnanti o con debole corrente, sovente anche sulle rive dei ruscelli, in mezzo alle canne. Questa pianta può colonizzare grandi distese e ricoprire con le sue foglie tutta la superficie dell’acqua. Si moltiplica molto fa-cilmente per riproduzione vegetativa da frammenti di fusto o di rizoma, o per mezzo dei semi che vengono prodotti in grandissime quantità. La lingua di vacca vive anche sulla terraferma sopportando moltò bene la siccità : la troviamo molto spesso negli stagni secchi o nei bacini di raccolta sulle zone di fango lasciate all’asciutto dalle periodiche oscillazioni del livello delle acque. La forma terrestre ha portamento eretto o coricato; gli steli sono di circa 6 cm di lunghezza. Le foglie, picciolate, sono rigide, setose lungo il margine. La fioritura, in questo caso, è rara e molto scarsa. Spesso, lungo le rive di uno stagno, vi sono esemplari che crescono metà in acqua e metà fuori e presentano le caratteristiche delle due forme. La lingua di vacca è comune in tutta la zona setten-trionale temperata, nelle regioni orientali dell’India, nell’Africa del Sud e nel Messico. La medicina popolare faceva ricorso a decotti di lingua di vacca per curare, per via orale, le eruzioni foruncolose. Il rizoma contiene sostanze diuretiche e una notevole quantità di tannino.

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