Una recessione globale causata dal coronavirus: è questa l’ultima ipotesi circolata sul mercato man mano che l’epidemia ha continuato a mietere vittime e ad affondare i mercati azionari internazionali.

Anche in questo caso, come spesso accade, le stime degli analisti e degli osservatori si sono divise.

Da un lato i più ottimisti, convinti che gli effetti della mortale influenza saranno soltanto temporanei. Dall’altra invece i più scettici, secondo cui lo shock determinato dal coronavirus potrebbe addirittura portare a una recessione globale.

Coronavirus e recessione: relazione possibile?

Nel primo gruppo di esperti sono entrati di diritto quelli di Pimco e di JP Morgan, per i quali le probabilità di assistere a una nuova recessione nell’anno corrente sono ormai crollate al 20% (dal 30-40% stimato a metà 2019).

Per Nicola Mai, responsabile di ricerca sul credito sovrano della società di gestione investimenti, l’impatto del coronavirus sarà limitato nel tempo. D’altronde così è stato in occasione delle precedenti epidemie.

Di diverso avviso Stephen Roach, ex presidente di Morgan Stanley Asia, presente in Cina durante la SARS del 2003. Per l’esperto, le potenziali ricadute economiche potrebbero peggiorare visto che attualmente la crescita è in una zona pericolosa. “Per le economie deboli che non hanno cuscini di sicurezza, grandi shock potrebbero portare a recessioni inattese”, ha dichiarato alla CNBC. A sua detta i funzionari cinesi stanno agendo in maniera più aggressiva rispetto a quanto fatto con la SARS, eppure i problemi potrebbero continuare per mesi. Soltanto se le misure di contenimento funzioneranno velocemente l’impatto economico verrà attenuato e forse si potrà evitare di parlare di recessione.
“La speranza è che, come accaduto con la SARS, quello attuale sarà soltanto un blocco temporaneo per la Cina e per l’economia mondiale, che verrà seguito da un rimbalzo post-virus nella seconda metà del 2020”.

Il mondo intero comunque dovrà rimanere vigile anche se al momento le probabilità di una recessione globale causata dal coronavirus appaiono decisamente limitate.

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