Giorgio Armani (Piacenza, 11 luglio 1934 – Milano, 4 settembre 2025) è stato uno stilista e imprenditore italiano fondatore dell’azienda omonima, uno dei marchi più importanti al mondo nel campo della moda.
Ha rivoluzionato il menswear con l’introduzione della giacca destrutturata — più morbida, fluida e moderna — inaugurando un nuovo linguaggio di eleganza minimalista che ha ridefinito il guardaroba maschile e femminile a partire dagli anni settanta. Le sue creazioni iconiche, come i completi indossati da Richard Gere in American Gigolo (1980), hanno imposto il suo stile al grande pubblico, rendendolo un riferimento del red carpet e dell’abbigliamento professionale internazionale.
Per quale motivo è morto Giorgio Armani?
Lo stilista Giorgio Armani è morto oggi – giovedì 4 settembre – all’età di 91 anni, compiuti lo scorso 11 luglio. Poche settimane fa, un’infezione polmonare lo aveva costretto al ricovero e a una convalescenza nella sua casa in via Borgonovo, a Milano. Lascia un’eredità di 17 miliardi di euro.
Biografia
Giorgio Armani nacque a Piacenza nel 1934 e nel 1949 si trasferì con la sua famiglia a Milano, dove frequentò il liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, diplomandosi nel 1953. Secondo il racconto di un compagno di classe, da ragazzo era spesso assorto nei suoi disegni, mentre gli insegnanti tenevano le lezioni.
Dopo le scuole superiori, si iscrisse alla facoltà di Medicina presso l’Università degli Studi di Milano, ma interruppe gli studi dopo pochi anni. Seguirono poi gli anni del servizio militare, una tappa che lo portò a una riflessione personale: decise di non tornare all’università, consapevole di voler dare una svolta al suo percorso. Nel 1957 iniziò la sua carriera nel mondo della moda come vetrinista e commesso presso La Rinascente di Milano, dove apprese i primi rudimenti di visual merchandising e mestiere sartoriale. Il passo successivo fu l’approdo professionale alla casa di moda Nino Cerruti: nel 1965 fu assunto per contribuire alla linea maschile “Hitman”, segnando il suo ingresso concreto nel design moda. Durante quegli anni, maturarono anche le alleanze personali e creative che avrebbero inciso sul suo futuro: fu in questo periodo che conobbe Sergio Galeotti, l’amico architetto che sarebbe diventato suo socio e compagno di vita, nonché figura determinante nel supportarlo verso l’indipendenza professionale — un passo che avrebbe preso forma negli anni successivi.
Il 24 luglio 1975, Armani e Galeotti fondarono ufficialmente la Giorgio Armani S.p.A. a Milano, in corso Venezia. La prima collezione venne presentata nella primavera/estate 1976, segnando un momento di svolta per la moda italiana e contribuendo a consolidare Milano come centro nevralgico del prêt-à-porter nazionale.
Il 1985 segnò la prematura scomparsa di Galeotti, che aveva svolto un ruolo determinante nella gestione finanziaria e organizzativa dell’azienda, contribuendo in modo decisivo al suo successo.
Nel gennaio 1986, Armani presentò la collezione autunno/inverno 1986, caratterizzata da un’interpretazione italiana dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata.
La collezione primavera/estate 1987 fu apprezzata per l’interpretazione raffinata dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata. Segnò un momento di svolta per la moda italiana, consolidando Milano come centro nevralgico del prêt-à-porter nazionale.
Questa collezione, presentata nella primavera/estate 1987, segnò un momento di svolta per la moda italiana, consolidando Milano come centro nevralgico del prêt-à-porter nazionale
Nel luglio 2000 Armani ed il Gruppo Zegna siglano un accordo per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni in joint venture. Analogamente nel 2002 Armani firma un accordo con la ditta Safilo per la produzione di una esclusiva linea di occhiali, chiamata Emporio Armani occhiali. Nel 2000 il Guggenheim Museum di New York gli tributa una retrospettiva. Oltre alla linea profumi (tra i quali, ad esempio, Acqua di Giò o Black Code) di enorme successo commerciale, fra i suoi marchi più famosi vi sono Emporio Armani e Armani Jeans.
Nella seconda metà del 2006 Emporio Armani lancia Remix il nuovo profumo uomo/donna ispirato all’ultimo album di Madonna e al mondo delle discoteche. Nel 2006 è uscita la prima biografia dedicata allo stilista, Essere Armani, scritta da Renata Molho, pubblicata in Italia da Baldini Castoldi Dalai e tradotta in dieci lingue.
Ha fondato una catena di boutiques diffusa in tutto il mondo. Nel 2009 è diventato ambasciatore del movimento Internet for Peace fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al premio Nobel per la pace nel 2010. Nel giugno 2013 apre la nuova boutique in via Condotti a Roma con una festa inaugurale a cui partecipano, tra gli altri, Milla Jovovich, Tina Turner, Clive Owen, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore, Laura Biagiotti, Margherita Buy, Ornella Muti, Raul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Valeria Golino, Fiorello, Sophia Loren ed Emma Bonino.
Sempre nel 2013 lo stilista sostiene i designer emergenti e presta il suo teatro Armani come location per le loro sfilate. Il primo a sfilare in via Bergognone è Andrea Pompilio a giugno, con la collezione Uomo Primavera/Estate 2014. La seconda è Stella Jean con la collezione donna Primavera/Estate 2014 presentata a settembre. Detiene anche una quota del 4,955% di Luxottica. Nel giugno 2020 si aggiudica il premio la Moda Veste la Pace, il riconoscimento che l’Organizzazione Mondiale contro le Discriminazioni nella Moda, nell’arte e nello sport African Fashion Gate conferisce ogni anno presso il Parlamento europeo di Bruxelles, per la sua vivace e coraggiosa attenzione verso le problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale. Sempre nel 2020 confessa in un’intervista che uno dei suoi grandi dubbi è sulla successione: “Sparire senza danneggiare il mio lavoro e chi mi ha aiutato, il nome che ho costruito e chi lo ha creato con me”.
È morto il 4 settembre 2025, all’età di 91 anni, nella sua casa di Milano, in via Borgonuovo, dove si trovava in convalescenza da mesi dopo un ricovero ospedaliero tenuto segreto. La camera ardente si volge, dopo due giorni, presso l’Armani-teatro, in via Bergognone, a Milano; i funerali, per volontà dello stilista, si svolgono in forma privata. Lascia un impero senza eguali nella storia della moda, simbolo di eleganza e potere creativo. La sua visione ha consacrato l’Italia come capitale dello stile nel mondo.

