Agosto 2026 è un mese ricco di eventi celesti: una eclissi il 12 agosto e le classiche piogge di stelle cadenti (in particolare le Perseidi)

Quest’anno ci sono buone possibilità di osservazione perché la Luna disturberà poco nelle notti più favorevoli.

stella cadente vista dallo spazio
stella cadente vista dallo spazio

L’eclissi del 12 agosto

Nell’Italia del Nord l’eclissi sarà visibile parzialmente, al tramonto

Le Perseidi (le “lacrime di San Lorenzo”)

Le “stelle cadenti” non sono stelle ma piccoli frammenti di materia (granelli di polvere o detriti) che, entrando ad alta velocità nell’atmosfera terrestre, si riscaldano e producono la scia luminosa.
Radiante: le Perseidi sembrano arrivare tutte dallo stesso punto nella volta celeste, quello della costellazione di Perseo.
Periodo di maggiore attività: la frequenza aumenta avvicinandosi alla metà di agosto; il fenomeno è particolarmente intenso attorno a quella finestra temporale.

Origine dei detriti – Le Perseidi provengono dalla cometa 109P/Swift‑Tuttle, un corpo ghiacciato con periodo orbitale di circa 133 anni.
Quando la cometa si avvicina al Sole rilascia gas e polveri lungo la sua orbita; la Terra, attraversando quella “striscia” di detriti ad agosto, intercetta particelle che diventano meteore.

Colori e informazioni chimiche – Il colore della scia luminosa può fornire indizi sulla composizione del meteoroide e sui gas atmosferici coinvolti: le sfumature possono variare dal giallo al verde, dal rosso all’azzurro.

Osservazione: consigli pratici

Non servono strumenti particolari: l’osservazione è a occhio nudo.
Consigli utili: allontanarsi il più possibile dalle luci forti e scegliere un luogo con orizzonte libero (spiaggia, montagna, campagna, o una zona urbana poco illuminata).

Polvere cosmica e implicazioni
La Terra riceve continuamente polvere dallo spazio: su scala annua si stima che siano migliaia di tonnellate, sebbene distribuite in particelle molto piccole.
Sulla Luna, priva di atmosfera, anche i micrometeoriti più piccoli raggiungono il suolo: questo contribuisce alla formazione della regolite e spiega perché le impronte degli astronauti delle missioni Apollo sono ancora visibili dopo decenni (assenza di vento, pioggia o vegetazione che le cancelli).

La tradizione popolare invita a esprimere un desiderio alla prima stella cadente; si può anche a guardare il fenomeno per la storia e l’antichità dei frammenti.

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