L’impatto delle ondate di caldo estremo sulla produttività, sul PIL e sui conti pubblici in Europa, con un focus sull’Italia e sui rischi economici entro il 2030
L’Italia è tra i Paesi europei più esposti: secondo il report di Allianz, rischia perdite cumulative del PIL fino a 128 miliardi di euro entro il 2030
Confronti internazionali: Germania ~114 miliardi, Spagna ~104 miliardi, Francia ~209 miliardi; fuori Europa, il Giappone potrebbe perdere fino a 308 miliardi.
Soglia critica: 30 °C è indicata come la soglia oltre la quale la produttività lavorativa inizia a diminuire sensibilmente.
Impatto sulla produttività: per ogni grado oltre la soglia si registra una riduzione della produttività di circa il 3%.
Effetti sulla salute: aumento di stress termico e decessi; l’Europa è particolarmente vulnerabile per l’invecchiamento demografico e la minore diffusione dei condizionatori.
Penetrazione dei condizionatori: negli USA circa il 90% delle abitazioni ha aria condizionata, in Europa solo il 19% (dato usato per evidenziare la vulnerabilità).
Misure emergenziali: alcuni Paesi stanno già prevedendo la sospensione delle attività nelle ore più calde per lavoratori all’aperto (edili, agricoli, corrieri).
Infrastrutture: temperature elevate accelerano il deterioramento di strade, ferrovie e altre infrastrutture, aumentando i costi di manutenzione pubblica.
Domanda energetica: l’aumento delle temperature porta a una maggiore richiesta di elettricità (incremento stimato dell’1,2% citato), mettendo sotto stress le reti e gli impianti, e in questo periodo siamo privi di approvvigionamenti di gas e petrolio dalla Russia. Inoltre, in Italia non ci sono centrali nucleari e l’energia elettrica viene perlopiú acquistata dall’estero.
Effetti sugli investimenti e sul mercato: l’aumento dei consumi energetici e dei costi può ridurre gli investimenti fino all’8%.
Rischio di stagflazione: combina crescita debole, inflazione elevata e possibile aumento della disoccupazione, scenario che rappresenta un rischio concreto.
Il pacchetto “Fit for 55” è un esempio di strategia di riduzione delle emissioni, ma le azioni restano frammentate.
Gli esperti invitano a una strategia coordinata a livello europeo per proteggere lavoratori, infrastrutture e sistemi economici dagli effetti del caldo estremo; le azioni finora sono spesso emergenziali e insufficienti.
Il cambiamento climatico e le ondate di caldo rappresentano un rischio economico significativo per l’Italia e l’Europa a breve-medio termine; servono politiche integrate su adattamento, protezione dei lavoratori, investimento nelle infrastrutture e nella resilienza delle reti energetiche per attenuare le perdite di PIL e i costi sociali.

