Mais Ogm alle strette, ora si fa sul serio. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato legittimo il divieto italiano di coltivazione del mais Ogm MON 810
La sentenza stabilisce che, secondo la procedura UE introdotta nel 2015, uno Stato membro può chiedere la limitazione geografica o il divieto di coltivazione di un Ogm sul proprio territorio anche senza motivazioni specifiche, purché il titolare dell’autorizzazione non si opponga entro 30 giorni.
Se il titolare non si oppone, la Commissione prende atto della modifica e la misura diventa immediatamente applicabile.
Il caso riguarda un agricoltore italiano sanzionato (per complessivi 50.000 euro) e obbligato a distruggere le piante coltivate; la Corte ha confermato la validità della procedura usata per imporre il divieto.
I giudici hanno ritenuto che la procedura non viola il principio di proporzionalità, non crea discriminazioni tra agricoltori degli Stati membri e non contraddice la libera circolazione delle merci (poiché non impedisce importazione o commercializzazione).
La Corte ha anche precisato che l’obbligo di motivazione della limitazione o del divieto sussiste solo se il titolare dell’autorizzazione si oppone; in presenza di consenso tacito non è richiesto.


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