La Commissione europea ha chiarito che non c’è un allarme sulla dipendenza dell’UE dal gas proveniente dagli Stati Uniti: le importazioni di GNL dagli USA non sono paragonabili alla dipendenza dal gas russo prima dell’invasione dell’Ucraina.
La portavoce per l’energia ha detto che i dati attuali non mostrano preoccupazioni di dipendenza e che aumentare le importazioni dagli USA rientra nella strategia europea di uscire dalla dipendenza dalla Russia.

Diversi commissari (tra cui Teresa Ribera e Dan Jorgensen) avevano invece espresso timori che l’Europa stia sostituendo una dipendenza con un’altra; la Commissione parla di “contestualizzare” tali dichiarazioni.

Argomenti della UE a favore delle importazioni USA: “il mercato del GNL è globale, liquido e più flessibile rispetto ai gasdotti russi, i quali erano soggetti a pressioni politiche e interruzioni deliberate”

I dati: lo scorso anno quasi il 60% del GNL importato dall’UE proveniva dagli USA, circa quattro volte il livello di quattro anni fa, con un costo più che raddoppiato rispetto al passato quando la fornitura proveniva dalla Russia.

La normativa: sulla Gazzetta Ue è stato pubblicato il regolamento per la fine graduale delle importazioni di gas russo: divieto totale per il GNL russo dall’inizio del 2027 e per il gas via gasdotto dall’autunno 2027, con periodi di transizione per contratti esistenti per limitare impatti sui prezzi.

La Commissione preannuncia anche una proposta per vietare le importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027, al più tardi.
Il dibattito è influenzato però da considerazioni geopolitiche (relazioni non troppo facili con gli USA, incertezza sulla politica americana e i prezzi molto più alti) e da avvisi internazionali (es. IEA) sul rischio di “mettere tutte le uova in un paniere”. Ne vedremo delle belle. E come al solito, chi pagherà il prezzo più caro sarà sempre l’Europa.

foto: rigassificatore di Livorno
foto: rigassificatore di Livorno – Per acquistare gas Usa ne serviranno sempre di più