Silvio Brusaferro

Sembrano veramente incredibili e assurde le notizie riguardanti la diffusione del virus di neanche un anno fa. Vi proponiamo la rilettura di un’intervista al presidente dell’Istituto superiore di , , datata 2 marzo 2020:

, Brusaferro prende tempo, una settimana per uscirne
Basta paranoie, a parlare è il presidente dell’Istituto superiore di . Tra una settimana sapremo se tutto è andato come previsto.

La situazione continua a tenere gli italiani con il fiato sospeso, la parola quindi ai massimi esperti, a parlare stavolta è il presidente dell’Istituto superiore di , , il quale cerca in qualche modo di rasserenare gli animi.

Ciò che sta principalmente preoccupando gli italiani è il continuo aumento di contagiati da , si parla ora addirittura di circa 1700 casi, un numero spropositato rispetto al resto d’Europa. Eppure Brusaferro afferma che se lo aspettavano e che probabilmente tale proliferazione era già in atto prima che la procedesse con il piano di quarantena dei paesi considerati focolai.

Insomma, in parole povere, qualcuno era già sfuggito al controllo, prima ancora che i controlli stessi venissero applicati, cioè prima che si scatenasse l’allarme. Come abbiamo visto con il paziente 1 infatti questo virus rimane in incubazione per molti giorni senza presentare sintomi e in questi casi è praticamente impossibile trovare i contagiati.

Ma torniamo alle parole del Presidente Brusaferro. Paragoni con l’influenza comune non ne vuole fare, ma ammette che nella stragrande maggioranza dei casi, circa il 75%, tale virus viene sconfitto dall’organismo naturalmente, e moltissimi soggetti addirittura lo hanno debellato senza nemmeno avere sintomi. Rimane però il dato preoccupante relativo a coloro che hanno già qualche patologia sul groppone, in questi casi la terapia intensiva sembra d’obbligo.

Brusaferro comunque si dice soddisfatto delle linee adottate per arginare l’epidemia, ma aggiunge che solo tra 7 giorni sapremo con certezza se quanto è stato fatto è sufficiente oppure no…


Questo dimostra di quanto si sia sottovalutato il problema, e quanto si brancolava nel buio l’anno scorso. Siamo proprio sicuri che oggi i nostri esperti ne sanno veramente di più? Ai posteri l’ardua sentenza!

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