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Grosse novità per quanti stiano percependo la . La Legge di Bilancio 2021 ha cancellato i limiti d’uso della somma che spetta. Ma non basta: il titolari del sussidio possono dire addio completamente alla card RdC (). Queste importanti novità si applicheranno unicamente solo alla quota di propria spettanza: dobbiamo, infatti, ricordare che la viene riconosciuta alla famiglia, non è un’erogazione individuale.

Che cosa significa questo? In altre parole la è stata completamente svincolata dai limiti d’uso, risolvendo, in questo modo, una delle maggiori criticità legata all’utilizzo del sussidio. I titolari di altre prestazioni pensionistiche, che sono erogate dall’, riceveranno la insieme agli altri assegni previdenziali erogati ordinariamente. Il sussidio non verrà pagata attraverso una PostePay.

Un cambiamento che semplifica la vita ai percettori del sussidio. Ma come sempre, per ogni novità che deve essere introdotta, è necessario che arrivi il consueto decreto attuativo, che deve disciplinare tutte le modalità relative alla . Il decreto fino ad oggi non era mai arrivato: l’operatività è stata quindi leggermente mortificata e sono state applicate le stesse regole del . La Legge di Bilancio 2021, finalmente, ha sciolto questo problema (è stato modificato il comma 6-bis, articolo 5 del decreto legge n. 4/2019): non sarà più necessario, quindi, il tanto atteso decreto attuativo, che svincoli le regole della da quelle del .

L’obiettivo del legislatore, in questo caso, è quello di semplificare le procedure e l’utilizzo del sussidio da parte delle persone anziane. Proprio per questo si prevede che dal prossimo 1° gennaio 2021, i beneficiari della misura, che siano anche titolari un’altra prestazione pensionistica erogata dall’, possano ricevere l’assegno cumulativo, che comprenda tutto. Ma soprattutto i titolari del beneficio non saranno più tenuti a rispettare i limiti di utilizzo della prestazione riconosciuta tramite la card.

La Legge di Bilancio 2021 ha anche provveduto a cancellare il divieto a prelevare una cifra superiore a 100 euro per ogni singola persona, da moltiplicare per la scala di equivalenza. Ma non solo: è anche stato abolito il vincolo di un solo bonifico per pagare il canone di locazione o per saldare la rata del mutuo. Sono state anche cassate tutte le altre limitazioni previste per le spese che si possono effettuare e per quelle che non si possono fare, così come è previsto per il .

Questa maggiore libertà, consentita ai beneficiari della pensione di cittadinanza, viene permessa grazie al fatto che il sussidio viene erogato insieme alle altre , ma si applicherà, comunque, nei limiti della quota che spetta al singolo componente della famiglia. La pensione di cittadinanza, è importante ricordarlo, viene erogata in base alla composizione del nucleo familiare.

Nella Legge di Bilancio 2021, trova spazio anche il , che viene completamente rifinanziato. Il sussidio potrà disporre dei seguenti fondi:

196,3 milioni di euro per il 2021;
473,7 milioni di euro per il 2022;
474,1 milioni di euro per il 2023;
474,6 milioni di euro per il 2024;
475,5 milioni di euro per il 2025;
476,2 milioni di euro per il 2026;
476,7 milioni di euro per il 2027;
477,5 milioni di euro per il 2028;
477,3 milioni di euro per il 2029.

Il rifinanziamento del non prevede sostanziali modifiche. Per il momento i requisiti per poterlo richiedere e le regole per l’accesso sono rimaste immutate e così pare sarà per molti anni a venire.

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