Si chiama Plandemic, ed è la nuova grande teoria del : “I ricchi del mondo hanno diffuso il coronavirus”

Ma i teorici del non sanno di far parte di un più grande: quello che vuole si generi il malcontento, per deprimere l’esistenza di una buona fetta di umanità. Depressa a tal punto che diventa incapace di trovarsi lucida di fronte agli accadimenti, non potendo più discernere tra realtà, complottismo e finzione.

La nuova teoria, un “piano per la pandemia”, in un diventato subito bestseller e in un video che circola vorticosamente in Rete. Firmato da Judy Mikovits, una biochimica caduta in disgrazia nella comunità scientifica per uno studio su un retrovirus

Preparatevi ad aggiungere una nuova grande teoria della cospirazione al già lungo elenco che contiene tra gli altri il protocollo dei Savi di Sion e gli sforzi di Soros per la sostituzione etnica (anche noto come piano Kalergi).

Avete mai sentito parlare di Plandemic? In un lungo video online diventato virale e in un appena pubblicato e subito tra i bestseller di Amazon, la nuova teoria mette insieme tutta una serie di bufale sul coronavirus in un disegno più ampio, quello di un piano dei ricchi del mondo che “hanno diffuso il coronavirus per aumentare i tassi di vaccinazione”.

Tra le varie affermazioni senza alcun supporto scientifico riportate nel video c’è l’idea che indossare le mascherine non solo non difende dal virus ma addirittura “è dannoso”; che chiudere le spiagge è un errore perché nell’acqua ci sono microbi guaritori. Nel video anche l’ipotesi che il numero dei morti sia stato gonfiato ad hoc per aumentare il controllo della popolazione.

Autrice del video è Judy Mikovits, una biochimica caduta in disgrazia nella comunità scientifica dopo uno scandalo nel 2009 per uno studio (pubblicato e poi ritrattato da Science) che collegava la sindrome da fatica cronica a un retrovirus venuto dai gatti. La scienza ha poi dimostrato che non c’era nulla di vero e che lo studio non rispettava gli standard scientifici, come ricostruisce in lungo articolo il Washington Post.

Il film è così controverso che Facebook, Youtube e Vimeo lo hanno rimosso dalle proprie piattaforme, anche se molti utenti continuano a caricarlo (e le piattaforme a rimuoverlo). Secondo un portavoce di Vimeo, citato dal Washington Post, “il video è stato rimosso per aver violato le policy che vietano di diffondere informazioni fuorvianti e dannose sulla salute pubblica”.

Ma per chi vuole essere convinto che il esiste, la rimozione del video dalle piattaforme video non è altro che una conferma della sua esistenza.

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