Sentenza storica della Corte Costituzionale che definisce insufficiente l’attuale assegno per gli invalidi civili al 100%

Il tutto è partito dal caso di una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno.

A dare questa spiegazione è stata la stessa Corte Costituzionale, annunciando il verdetto raggiunto dopo una camera di consiglio tenutasi nella giornata di ieri, per esaminare una questione di legittimità sollevata dalla Corte d’appello di Torino.

Pensioni di invalidità: Consulta, attuale assegno è incostituzionale
La Consulta ha stabilito l’inadeguatezza dell’attuale assegno mensile previsto per gli invalidi civili al 100%.

Nella sentenza che sarà depositata nelle prossime settimane, si legge che i 285,66 euro mensili previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro a causa di gravi disabilità, “non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita”.

Di conseguenza viene “violato il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione”, il quale prevede che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.

“Incremento al milione” anche per le pensioni di invalidità
La Corte Costituzionale ha quindi affermato che il cosiddetto “incremento al milione”, così chiamato perché riferito alle vecchie lire, già riconosciuto da tempo a vari trattamenti pensionistici da una legge del 2011, debba essere assicurato anche agli invalidi civili totali.

L’assegno attualmente riconosciuto loro, e pari a 285,66 euro, deve quindi essere aumentato a 516,46 euro, senza peraltro attendere il raggiungimento del 60esimo anno di età attualmente previsto dalla legge.

Pensioni di invalidità: a chi spetta l’aumento dell’assegno e da quando
Questo incremento, secondo quanto deciso dalla Corte Costituzionale, “dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano in particolare di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro”.

Da segnalare che la Consulta ha stabilito che la sua pronuncia non avrà valore retroattivo e quindi sarà valida solo per il futuro.

Da quando si potrà beneficiare del nuovo assegno quasi raddoppiato rispetto a quello attuale?

La Corte Costituzionale ha fornito precise indicazioni anche su questo, affermando che la pronuncia si dovrà applicare a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale.

Nella sentenza si legge altresì che “resta ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione”.

Pensioni di invalidità: palla al Governo ora. La promessa di Conte
La palla passa ora nelle mani del Governo e l’auspicio è che quest’ultimo metta in atto quanto prima quello che è stato sancito dalla Corte Costituzionale, a vantaggio di quanti fino ad roa sono stati ingiustamente penalizzati.

Lasciano ben sperare le indicazioni emerse in occasione degli Stati Generali, quando a Villa Pamphili la scorsa settimana il premier Conte ha palesato la sua intenzione di intervenire sul fronte delle pensioni di invalidità, impegnandosi ad occuparsi personalmente per un incremento della soglia minima dell’assegno mensile.

Ora si spera che tenga davvero fede alla parola data e lo faccia in tempi brevi.

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