Mercoledi 20 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale delle api, indetta dall’ONU per sottolineare l’importanza di questi insetti per il mantenimento della biodiversità. Le api sono infatti fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto dell’uomo sull’ambiente.
Le api sono insetti diffusi in quasi tutto il pianeta, e esistono diverse specie di cui la più conosciuta è l’Apis mellifera o Ape europea.
Questi animali vivono negli alveari, in colonie costituite da 20000 a 70000 individui e strutturate secondo una gerarchia ben precisa. Ogni membro infatti ha un ruolo univoco e che deve essere tale per garantire la sopravvivenza dell’intera comunità. La regina ha un ruolo predominante, è più grande delle altre api ed è l’unica a potersi accoppiare con i maschi (fuchi), dando origine a nuove generazioni.
Le altre api della colonia sono tutte femmine e sono dette “operaie”, il loro compito è quello di mantenere e gestire l’alveare. Ogni ape ha un ruolo preciso, nelle diverse fasi della sua esistenza, l’ape assume e perde specifiche caratteristiche anatomiche che determinano il loro ruolo nell’alveare. Ci sono api pulitrici, nutrici, ceraiole, magazziniere, guardiane, bottinatrici ed esploratrici.
Le più anziane rivestono il ruolo di api bottinatrici: volano di fiore in fiore per la raccolta di una sostanza zuccherina, il nettare, che viene portato nell’alveare. Qui viene passato alle “api magazziniere” che lo trasferiscono a loro volta alle “api ventilatrici”. Queste ultime generano un flusso di aria che ha lo scopo di ridurre l’umidità del nettare e incrementarne la quantità di zucchero. Dopodiché le api arricchiscono il composto con enzimi secreti da particolari ghiandole: è in questo modo che il nettare diventa miele, l’ingrediente di base per il cibo della colonia, che viene stipato e conservato all’interno di piccole cellette dell’alveare, i favi.
Il tipo di dieta che viene servito alle larve determina le future caratteristiche di ogni membro. Alle piccole reali spetta la speciale pappa reale, che permette loro di diventare grandi, forti e fertili. Alle operaie e ai maschi, invece, viene somministrato polline e miele dal terzo giorno in poi.
Oggi le api stanno scomparendo: in diverse parti del mondo le colonie sono diminuite vertiginosamente. 
Questa perdita potrebbe avere enormi ripercussioni sull’ambiente e sulla stessa sopravvivenza dell’uomo.
L’uso di pesticidi in agricoltura e l’aumento dell’inquinamento, hanno causato una riduzione enorme nel numero di questi insetti nel mondo. L’allarme è elevatissimo, ed il fatto che anche l’ONU abbia creato una giornata apposita da dedicare alla salvaguardia di questi insetti è un segnale di come la preoccupazione sia elevata.
Le api hanno un ruolo importantissimo nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione della natura. Sono insetti impollinatori, cioè permettono l’impollinazione e di conseguenza la formazione dei frutti, trasportando il polline da un fiore all’altro. Attraverso questa attività garantiscono la presenza di specie vegetali diverse fra loro, un elemento importantissimo per la salute della natura.
Le piante che si affidano all’impollinazione entomofila (ovvero resa possibile dagli insetti) sono tantissime. Le stime parlando di quasi il 90% delle piante selvatiche e il 75% delle colture a scopo alimentare. È proprio grazie alle api se disponiamo di buona parte della frutta e verdura che mangiamo. Una gran parte delle piante foraggere, ovvero utilizzate per nutrire le bestie da allevamento, sono impollinate dalle api. Questo significa che, se questi preziosi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Anche la produzione di carne e dei prodotti derivanti dal latte subirebbe un calo significativo.
L’impollinazione artificiale è una pratica lenta e costosa mentre il valore di questo servizio, offerto gratis dalle api di tutto il mondo, è stato stimato in circa 265 miliardi di euro all’anno.
Questi dati ci fanno capire quanto il mondo che ci circonda, così come lo conosciamo, dipenda enormemente dagli insetti impollinatori. Non è quindi solo una questione di alimentazione, ma anche di biodiversità e di preservazione degli ecosistemi.
La produzione del miele non è il motivo per cui è importante salvaguardarle: è in gioco qualcosa di molto più grande.
Tuttavia, proprio la ripresa della tradizione millenaria di produzione del miele, l’apicoltura, sta permettendo in molte zone del mondo e dell’Italia di salvaguardare questi insetti. La ripresa della tradizione dell’apicoltura e la salvaguardia di questi insetti attraverso una serie di azioni, insieme alla riduzione dell’uso di pesticidi e alla rinaturalizzazione degli spazi, contro l’avanzata dell’inquinamento, sono tutte misure fondamentali per fare in modo che le api non scompaiano.
I dati che emergono da numerosi studi ci parlano addirittura di una vera e propria “apocalisse degli insetti”. I ritmi con cui scompaiono sono impressionanti. Con questo trend, nell’arco di poche decine di anni il 40% delle specie di insetti potrebbe essere estinto.
Anche a livello di Unione Europea si è cercato di capire la gravità della situazione. Un report dello IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) afferma che quasi il 10% degli impollinatori selvatici europei sono a rischio estinzione. Ma accanto alle api sono anche altri gli insetti impollinatori preziosi per la produzione delle nostre colture: tra questi le farfalle, a forte rischio estinzione a causa dei pesticidi. Come rileva infatti, l’ultimo rapporto dell’European Enviroment Agency, la presenza delle farfalle si è ormai ridotta del 50 per cento, con 8 delle 17 specie che vengono considerate a rischio estinzione.
la categoria dei neonicotinoidi è quella che ha avuto più “notorietà”, soprattutto dopo le misure prese a livello di Unione Europea per limitare il loro utilizzo. Questa azione è stata intrapresa dopo che l’EFSA ha messo in evidenza i rischi per api e impollinatori derivanti dall’utilizzo di questi pesticidi. Se inizialmente si pensava che, essendo spesso utilizzati per la concia dei semi, non sarebbero mai entrati in contatto con gli impollinatori, si è poi scoperto che sono persistenti nell’ambiente e che possono essere ingeriti dalle api tramite polline contaminato, nettare e acqua. Queste sostanze vanno a danneggiare pesantemente le capacità di orientamento e di apprendimento delle api, ostacolandone anche la riproduzione e i comportamenti sociali.
Tuttavia, prendendo in considerazione anche altri tipi di pesticidi, si è visto che non sono solo i neonicotinoidi ad avere un grave impatto sulla vita delle api e degli impollinatori in genere. Anche gli insetticidi come il sulfoxaflor e il flupiradifurone, introdotti in sostituzione ai neonicotinoidi, hanno dimostrato avere impatti negativi a livello riproduttivo, cognitivo e di memorizzazione.
Ovviamente queste sostanze non danneggiano le api solo in questo modo. Abbinate a pratiche di agricoltura intensiva, causano anche un enorme impoverimento degli habitat naturali, da cui le api faticano a ricavare il prezioso nutrimento per la loro sopravvivenza. Questo declino si associa anche a una costante e sempre crescente urbanizzazione.
Di recente in Baviera, più di un milione e mezzo di persone hanno firmato una petizione per ottenere un referendum per la protezione di questi animali. L’obiettivo è quello di rendere il 20% dei terreni agricoli tali da soddisfare gli standard biologici entro il 2025, arrivando poi al 30% nel 2030. Per favorire un habitat adeguato a questi insetti, inoltre, il 10 % delle aree verdi dovrà essere trasformato in prati fioriti. Sono previste anche misure di protezione dei corsi d’acqua da pesticidi e fertilizzanti e maggiore educazione ambientale nelle scuole.
Finora nel proteggere le api il paese più avanti di tutti è la Francia, che nel 2018 ha messo al bando tutti e cinque i tipi di neonicotinodi di cui la ricerca scientifica ha dimostrato la pericolosità nei confronti delle piccole impollinatrici.
È per tutti questi motivi che è quindi fondamentale proteggere le api e gli altri insetti impollinatori, fondamentali per il nostro cibo e per la nostra stessa vita.
Ognuno di noi può fare qualcosa per fermare la scomparsa delle api.
Come sostiene Marla Spivak, famosa entomologa americana, anche piantare fiori davanti alle nostre case, nei giardini, lungo le strade e nei parchi potrebbe essere una possibile soluzione per salvaguardare le popolazioni di api e la nostra stessa esistenza.

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