“Non fate i bravi” è il titolo del libro postumo di Nadia Toffa che uscirà il 7 novembre. La raccolta di pensieri e riflessioni è uno dei suoi ultimi desideri e la madre Margherita lo ha realizzato

Uscirà il 7 novembre il libro postumo di Nadia Toffa “Non fate i bravi”. Ad annunciarlo è stata la mamma dell’inviata e conduttrice de Le Iene, Margherita, attraverso un post pubblicato su Facebook. L’opera è una raccolta di pensieri e riflessioni che Nadia Toffa ha scritto nell’ultimo periodo della malattia. Una sorta di lascito che, dopo il suo primo libro “Fiorire d’inverno” in cui aveva raccontato la battaglia contro il cancro, chiude il cerchio della sua vita.

La volontà di pubblicare la sua ultima opera è stata espressa a fan e follower della Iena attraverso la voce della madre. La donna è tornata a far “parlare” il profilo Facebook di Nadia, fermo al 1 luglio quando lei pubblicò l’ultimo post insieme all’adorato cagnolino Totò. “Cari amici, mi fa piacere informarvi che il 7 novembre – ha scritto Margherita, la madre della Toffa – uscirà nelle librerie “Non fate i bravi”, un libro che raccoglie i pensieri scritti da Nadia negli ultimi mesi e che lei mi ha chiesto di pubblicare. Per me è importante poter condividere con voi questa iniziativa a cui Nadia teneva tanto. I proventi delle vendite saranno devoluti in beneficenza”.

La morte della conduttrice del programma di Italia Uno, avvenuta lo scorso agosto, ha colpito nel profondo milioni di persone dal pubblico che la seguiva con affetto agli amici e colleghi che con lei anno lavorato. “Questo libro – si legge dell’introduzione all’opera – rivela i suoi pensieri degli ultimi mesi, tra il gennaio e il giugno del 2019, quando, dopo i molti attacchi subiti sulla rete in seguito alla decisione di rendere pubblica la sua condizione, Nadia ha scelto di rimanere in silenzio, mettendo fine alle polemiche. Il suo desiderio, espresso alla mamma Margherita, era che i testi da lei scritti fossero pubblicati, per non nascondere nulla e continuare a essere sé stessa fino alla fine. Per l’umanità, la carica vitale e esempi che Nadia ci ha lasciato, come ha scritto don Patriciello, abbiamo verso di lei un forte debito di riconoscenza”.

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