Sabato 19 settembre 2026 – Muore Sandro Mazzola, l’icona del calcio dei tempi gloriosi aveva 83 anni
Annuncio e cordoglio: l’Inter ha annunciato la scomparsa definendolo “uno dei più grandi calciatori della storia”. Nel comunicato il club esprime grande rispetto e fatica a trovare parole per salutare chi ha lasciato un’impronta indelebile nella storia nerazzurra.
Funerali: saranno celebrati lunedì 21 settembre alle 14:45 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Infanzia e retroscena familiare: Sandro Mazzola entrò nell’Inter fin da bambino (a otto anni). Viene ricordato anche il dramma familiare: la perdita del padre Valentino nella strage di Superga quando Sandro aveva poco più di sei anni.
Carriera e ruolo nella “Grande Inter”: sotto la guida di Helenio Herrera divenne figura centrale della formazione storica soprannominata “Grande Inter”. L’articolo ricorda la partita Juventus–Inter del 10 giugno 1961, quando per protesta Herrera e Moratti schierarono la Primavera; Mazzola segnò il primo gol a 18 anni su rigore, segnale delle sue doti future. Vengono elencati i compagni di squadra dell’epoca (Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Peirò, Suárez, Corso, ecc.).
Palmarès e riconoscimenti: con l’Inter conquistò 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni (oggi Champions), 2 Coppe Intercontinentali. Fu capocannoniere di Serie A nel 1965 (17 gol) e capocannoniere della Coppa dei Campioni nel 1964 (7 gol). Nel 1971 si classificò secondo al Pallone d’Oro, dietro a Johan Cruyff.
Carriera dirigenziale: dopo il ritiro intraprese ruoli dirigenziali e da direttore sportivo; tra i colpi ricordati c’è quello che portò Ronaldo (“il Fenomeno”) all’Inter. L’articolo sottolinea che Ronaldo aveva appena compiuto 50 anni (menzione temporale).
Cordoglio non solo dell’Inter ma anche degli avversari. È stato disposto un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare sportive e bandiere a mezz’asta nella sede FIGC di Roma e a Coverciano.
Ricordi personali e citazioni: l’Inter ricorda il suo desiderio ultimo: “essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”. L’articolo rimanda anche a video e fotogallery che ripercorrono la sua vita e i ricordi sul Grande Torino e sul padre il grande Valentino.


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