Bitcoin

Qualche analista non troppo attento mette in guardia gli investitori della presunta bolla speculativa molto simile a quella di dicembre 2017. Ma i calcoli sono sbagliati, profondamente. Il fenomeno dell’halving (dimezzamento delle ricompense del mining del Bitcoin) è perfettamente ciclico e avviene ogni 4 anni. Quindi ora sta accadendo quello che è successo nel 2016, e non nel 2017. A fine 2016 infatti, dopo il secondo halving della storia del Bitcoin, si è raggiunto l’ATH (All Time High), il valore più alto finora. Qualcuno se lo ricorderà, quello del 2013, quando la moneta digitale aveva raggiunto un picco di 1000$ per poi “precipitare” in basso e rimanere negli inferi dei 400$ per ben 3 anni. Ebbene, la storia si ripete. Così è successo anche nel 2017, dopo un nuovo valore esponenziale (i famosi 20k) è arrivato puntuale il “baratro” per tre anni. Ora, le similitudini ci portano a fine 2016: dopo aver raggiunto il precedente record (20k) inizia una lunga rincorsa che porterà a nuovi inimmaginabili livelli nel 2021. E il probabile crash? È normale e fisiologico che avvenga quando avviene un nuovo massimo storico. Ma, per una volta, dimentichiamoci dei picchi. Il valore del Btc è aumentato da 400$ del 2016 ai 3500$ del 2018, i 22.000 del 2020 e… qualcosa di straordinario nel 2022.

Vogliamo azzardare delle previsioni? Se il ciclo di Bitcoin è identico al precedente, possiamo immaginare un valore di 40k a metà 2021, un picco di 400k a dicembre 2021, un crollo e un ritorno verso i 60k nel 2022… Naturalmente queste sono solo ipotesi basate sull’andamento del precedente ciclo e non hanno alcun valore statistico. Ne vedremo delle belle.