L’economista lussemburghese : “il dell’Italia è notevole, il più alto in Europa, nonostante la percentuale di evasione fiscale. Le casse dello Stato dovrebbero essere pingui e il benessere sociale dovrebbe essere diffuso su tutto il territorio, e inoltre non dovrebbe avere bisogno di indebitarsi ulteriormente per far fronte all’emergenza attuale. Ma non è così. Il Bel Paese si ritrova in cima alla lista, dopo la Grecia, dei paesi più indebitati (rapporto 2019). Questi due fattori fanno balzare all’occhio un’ovvietà che dovrebbe essere nota, dove non serve l’ausilio dei grandi esperti: chiamasi cattiva amministrazione. La percentuale di imposte e balzelli è davvero considerevole, la è esagerata, mentre il Pil è agonizzante e la maggior parte delle industrie non produce innovazione. La vessazione fiscale è tale da far scappare le attività sane all’estero, mentre in patria rimangono le industrie “zombie” sorrette dagli aiuti statali. Inoltre gli sprechi, gli stipendi d’oro dei dirigenti, gli aiuti alle banche e la scarsa visione del futuro fanno il resto. Un declino annunciato che potrebbe fermarsi solo con una serie di grandi, epocali e coraggiose riforme”

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