15 aziende che hanno già invocato il Chapter 11. Le società traballanti con la , sono almeno 11, ecco quali secondo TheStreet. La delle compagnie aeree, dei negozi di vendita al dettaglio e dei ristoranti. Ecco perché i fallimenti, anche di nomi eccellenti, sono purtroppo destinati ad aumentare sulla piazza azionaria di .

The Schurman Retail Group, Lucky’s Market, Earth Fare, Pier 1 Imports, Art Van Furniture, Modell’s Sporting Goods, FoodFirst Global Restaurants, True Religion, Bridgemark, Southland Royalty Company, Dalf Energy, Sheridan Holding Company, Echo Energy Partners I, Whiting Petroleum Company e Sklar Exploration Company.

15 aziende che hanno già invocato il Chapter 11
Sono queste solo alcune, 15 in tutto, delle società che a causa della di coronavirus si sono avvalse del Chapter 11, ovverosia della norma della legge fallimentare statunitense in accordo con quanto è stato riportato da thestreet.com nel sottolineare, tra l’altro, come la lista si potrebbe ulteriormente allungare da qui a due anni a causa dell’impatto devastante del lockdown per il Covid-19.

Le società traballanti con la
Il sito, infatti, ha riportato pure la lista di altre 11 società che potrebbero allo stesso modo chiedere la protezione dai creditori tra il 2020 ed il 2021, da Neiman Marcus a Nordstrom, e passando per Kroger, Children’s Place, Lowe’s, Best Buy, J.C. Penney, Asiana, AMC Theatres, Aeromexico e Avianca.

La delle compagnie aeree, negozi di vendita al dettaglio e ristoranti
Le compagnie aeree, i negozi di vendita al dettaglio ed i ristoranti sono quelli maggiormente colpiti dalla . E questo anche perché il loro business è strettamente legato agli spostamenti di lavoratori, viaggiatori ed acquirenti occasionali che al momento non ci sono a causa del lockdown.

Perché i fallimenti sono destinati ad aumentare
Con la conseguenza che queste aziende, incapaci di reinventare il loro business nel brevissimo termine, rischiano di finire in . Inoltre, sempre secondo thestreet.com, gli alti livelli di debito, associati a un forte calo della fiducia dei consumatori e del reddito disponibile, ed al continuo arresto di un’ampia fascia di imprese, comporterà inesorabilmente un numero maggiore di fallimenti.

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