Peppino di Capri (nome di battesimo Giuseppe Faiella) è morto oggi 11 luglio 2026 all’età di 86 anni dopo una malattia prolungata.
Ultimo saluto al pubblico: l’estate scorsa ha fatto l’ultimo show, cantando a sorpresa nella sua isola di Capri, accompagnato dalla band Capri Rockers e guidato dal figlio Edoardo Faiella. I funerali sono indicati per il giorno successivo sull’isola, alle 17 nella chiesa di Santo Stefano, vicino alla celebre Piazzetta.
Origini e infanzia: nato a Capri il 27 luglio 1939, già da bambino veniva considerato un prodigio: a quattro anni si esibiva al pianoforte per i soldati americani sull’isola. L’ambiente internazionale di Capri nel dopoguerra lo avvicinò alla musica americana.
Inizi di carriera: alla fine degli anni Cinquanta fondò il gruppo Rockers, tra i primi complessi italiani a interpretare rock’n’roll mantenendo la melodia nazionale. Nel 1958 ottenne il primo contratto discografico con la Carisch e ottenne i primi successi con brani in napoletano come “Nun è peccato” e “Malatia”.
Nel 1965 i Rockers aprirono i tre concerti dei Beatles in Italia. Negli anni Sessanta contribuì a diffondere il twist in Italia con pezzi come “Saint Tropez Twist” e “Let’s Twist Again”.
Nel 1970 vinse il Festival di Napoli con “Me chiamme ammore” e nello stesso periodo fondò la casa discografica Splash (maggiore autonomia artistica). Vinse il Festival di Sanremo due volte: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” (interpretata con Tonina Torrielli) e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Nel 1973 pubblicò anche il brano diventato iconico “Champagne”.
Era noto come crooner italiano, con il pianoforte al centro della scena, eleganza personale e voce morbida. La sua cifra artistica fu la capacità di contaminare la canzone napoletana con rock, jazz e pop internazionale senza tradirne l’identità.
È stato ambasciatore della musica italiana all’estero, molto apprezzato nelle comunità di emigrati e in paesi dell’America Latina. Ha attraversato oltre sessant’anni di carriera, adattandosi a formati diversi (78 giri, vinile, cassette, CD, piattaforme digitali) e vendendo milioni di dischi.
Il pezzo “Champagne” e altri come “Luna caprese”, “Roberta” e “Un grande amore e niente più” sono considerati classici. Sua la rara capacità di innovare senza rinnegare le radici, figura chiave nella trasformazione della canzone napoletana in linguaggio pop internazionale.
2026-07-11

