100 anni di Mel Brooks, compiuti oggi 28 giugno 2026, e presenta la sua risata come «elisir di lunga vita». Lui è sempre stato il “re della parodia” e un artista poliedrico
Nato a Brooklyn (quartiere di Williamsburg) nel 1926 con il nome Melvin Kaminsky.
Cresciuto nel clima umoristico del Borscht Belt (Catskills), dove mosse i primi passi come intrattenitore.
Regista, attore, sceneggiatore, compositore, produttore cinematografico e teatrale, televisivo e comico.
Tra i pochi a ottenere l’EGOT (Emmy, Grammy, Oscar e Tony), riconoscimento che sottolinea il successo trasversale nelle arti dello spettacolo.
Fu scoperto dal comico Sid Caesar e assunse ruoli di autore per la celebre serie Your Show of Shows (1950-1954).
L’incontro e la collaborazione con Carl Reiner diede vita a partnership storiche, in particolare allo sketch “2000 Year Old Man”, un classico dell’improvvisazione comica.
Autore di film iconici come Frankenstein Junior (Young Frankenstein), Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles) e Balle Spaziali (Spaceballs).
È noto per destrutturare e parodizzare generi consolidati (horror, western, fantascienza) con umorismo beffardo e intelligente.
Ha usato la satira per affrontare temi seri: ad esempio il razzismo in Mezzogiorno e mezzo di fuoco e la rappresentazione di dittature/regimi (citato il riferimento a Hitler in Per favore, non toccate le vecchiette!, titolo italiano legato a The Producers).
Annunciato un sequel di Balle Spaziali intitolato Spaceballs: The New One (Balle Spaziali: Quello Nuovo), prodotto da Amazon MGM, con uscita prevista nei cinema statunitensi il 23 aprile 2027
Lo scorso aprile Brooks ha annunciato la donazione di migliaia di documenti e fotografie personali al National Comedy Center di Jamestown (New York), affinché il suo archivio venga conservato e reso fruibile.
Nel documentario Mel Brooks: The 99 Year Old Man! di Judd Apatow, Brooks afferma: “Sono nato per far ridere le persone, quindi faccio questo”.
Ricorda la sua infanzia come il periodo più felice (“dai 4 ai 9 anni”), e dichiara di aver smesso di pensare alla morte dopo i 60 anni, ribadendo il desiderio di vivere a lungo.
L’orgoglio di Brooks è nel vedere il proprio lavoro conservato nell’archivio nazionale della commedia.

