Dopo la morte del “Senatur” si risveglia nel popolo verde la voglia di secessione, così com’era la volontà dei leghisti “puri”, quelli della prima Era.
Un episodio emblematico è avvenuto al termine del funerale di Umberto Bossi: alcuni partecipanti collegati alla Lega avrebbero intonato il coro «Bruciamo il tricolore».
A Pontida i funerali di Umberto Bossi, cori contro Salvini: “Molla la camicia verde, vergogna”
Diverse centinaia in piazza, tra fazzoletti e camicie verdi. Castelli: “Tradita la sua eredità”. Applausi per Zaia e Fontana
Un grande applauso dei militanti e il coro, ‘Bossi, Bossi. Grazie Umberto’, ha accolto il feretro del fondatore della Lega arrivato all’abbazia di San Giacomo a Pontida per l’ultimo saluto, accompagnato dal suono delle cornamuse. Sulla bara fiori bianchi e la bandiera della Lega con il sole delle Alpi.
“Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore”. È questo il coro che hanno scandito centinaia di militanti della Lega al termine del funerale. Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha detto al microfono, “per cortesia” per placare i militanti e consentire al parroco di recitare l’eterno riposo. Al termine della cerimonia anche cori “Padania libera “, sono stati scanditi più volte.
“Secessione, secessione”, è il grido che hanno scandito i militanti della Lega sulla piazza dell’abbazia di San Giacomo a Pontida all’arrivo della premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio che è arrivata con il vicepremier Antonio Tajani è stata accolta da qualche applauso prima di entrare in chiesa.
“Molla la camicia verde, vergogna”, hanno urlato a Matteo Salvini alcuni militanti del Partito popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli, mentre il leader della Lega saliva i gradini dell’abbazia di San Giacomo. Il segretario si è presentato ai funerali indossando una camicia verde.

