È proprio vero quel che si pensa ma non si ha il coraggio di dire, perché mancano gli elementi per sostenere la tesi? Ora il quadro è più chiaro e la spiegazione dettagliata arriva dall’avvocato Angelo Greco

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Ti è mai venuto il dubbio che i funzionari del fisco avessero un interesse marcatamente personale a scovare le piccole evasioni che insomma fossero pagati a percentuale sull’evasione che scovano, che più tasse ti contestano più soldi intascano a fine mese? Oggi apriamo un dossier che scotta, uno di quelli che fa discutere al bar e infiamma i social; è vero, esiste un sistema di premi che spinge i controllori a essere più cattivi coi pesci piccoli che con quelli grandi? La domanda è semplice ma cruciale, i funzionari e i direttori dell’Agenzia delle Entrate quelli che si occupano di accertare e recuperare le nostre tasse hanno degli incentivi economici legati al recuperato dell’evasione fiscale e se sì come funzionano esattamente? La risposta breve è sì, esistono dei meccanismi premiali ma la faccenda è un po’ più complessa di come viene spesso dipinta non è che un funzionario si sveglia la mattina e pensa: “Oggi accerto un milione di euro e mi metto in tasca il 10%” no non funziona così per fortuna; la retribuzione di questi dipendenti pubblici ha una parte fissa come per tutti che è legata alla qualifica e all’anzianità e poi c’è una parte variabile e qui entrano in gioco i famosi premi. Questi premi sono legati al raggiungimento di obiettivi specifici e tra questi obiettivi c’è anche ovviamente l’efficacia nel contrastare l’evasione fiscale; lo scopo è incentivare l’efficienza dell’azione amministrativa, ma veniamo al sodo al punto che ci interessa di più, questi premi si basano sull’importo dell’evasione che viene accertato o su quello che viene effettivamente recuperato e incassato dallo Stato? La differenza è enorme se il premio produzione fosse sull’accertato al funzionario del fisco potrebbe venire anche la tentazione di emettere avvisi di accertamento illegittimi o potenzialmente impugnabili tanto poi se il giudice li annulla o il contribuente non paga quelli hanno già incassato il premio e invece non è così. La normativa, in particolare un decreto legge del lontano 1994 il 564 è chiaro su questo aspetto: i premi sono calcolati sulla base delle somme che vengono effettivamente riscosse dall’erario, non basta il semplice accertato. Facciamo un esempio pratico per capirci meglio, mettiamo che l’Agenzia delle Entrate faccia un controllo a un’impresa e accerti un’evasione fiscale di €100.000; l’impresa però non ci sta, impugna l’accertamento fa ricorso e magari dopo anni di contenzioso si arriva a una definizione per cui l’impresa paga solo €60.000. Oppure caso ancora più frequente l’impresa risulta insolvente e non paga nulla o quasi. Ecco, ai fini del calcolo dei premi per i funzionari quello che conta di norma sono i €60.000 effettivamente incassati dallo Stato non i 100.000 che erano stati inizialmente contestati. Questo meccanismo mira a spingere i funzionari non solo a trovare l’evasione ma anche a fare in modo che le somme vengano effettivamente recuperate. Un incentivo all’efficacia complessiva dell’azione di riscossione.

Ora però viene il bello e vi spiego perché quella sensazione che il fisco se la prenda sempre coi più piccoli che coi grandi evasori non è così del tutto infondata: vi faccio una domanda, se vi hanno fatto un accertamento di €500 a voi conviene pagare subito oppure impugnarlo e magari spendere il triplo in avvocati? Molto probabilmente preferirete chiudere qui la faccenda un po’ come succede con le multe stradali di piccolo importo, ma se il fisco vi contestasse un evasione di 10 milioni di euro assoldereste un team dei migliori avvocati tributaristi pur di non pagare e questi troverebbero qualche sistema per annullare o ridurre l’accertamento, ecco perché è più facile recuperare €100 da 1000 contribuenti che €100.000 000 da un solo contribuente ed ecco perché gli accertamenti si concentrano a volte sulle piccole evasioni.

Ma ora vediamo come vengono calcolati esattamente questi premi; non c’è una percentuale fissa sull’incassato che va direttamente in tasca al singolo funzionario, il sistema è un po’ più strutturato, semplicemente i criteri precisi sono stabiliti dai contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto agenzie fiscali e dalla contrattazione integrativa interna, sono questi accordi che definiscono gli obiettivi di performance. Come si misurano e come si distribuiscono gli incentivi al personale che sono spesso legati a risultati di squadra o di ufficio inoltre ogni anno il Ministero dell’Economia e delle Finanze stipula delle convenzioni con le agenzie fiscali fissando degli obiettivi da raggiungere; la misurazione di questi obiettivi è rilevante anche per l’erogazione dei fondi destinati ai premi quindi per riassumere, sì esistono premi per i funzionari dell’Agenzia delle Entrate legati al recupero dell’evasione, no questi premi non sono una percentuale diretta sull’accertato ma sono prevalentemente legati alle somme effettivamente riscosse e spero di aver fatto un po’ di chiarezza su un argomento spesso discusso ma raramente approfondito.